Teatro di Roma, stagione 2026/2027 con 90 titoli e riapertura del Valle
24/05/2026
Il Teatro Valle riaprirà il 16 ottobre con “La sera della prima - Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle”, segnando uno dei passaggi più attesi della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma. La nuova programmazione è stata presentata questa mattina al Teatro Argentina con lo slogan “Il teatro è VITA”, acronimo che richiama le quattro sale coinvolte: Valle, India, Torlonia e Argentina.
Il Valle diventa Casa della Drammaturgia Contemporanea
La stagione, diretta artisticamente da Luca De Fusco, conta complessivamente 90 titoli e si distribuisce nei quattro spazi teatrali della Fondazione. La novità più rilevante riguarda il Teatro Valle, che torna al pubblico dopo la conclusione dei lavori annunciata dal sindaco Roberto Gualtieri e assume una nuova identità culturale: sarà la Casa della Drammaturgia Contemporanea.
Dopo l’apertura del 16 ottobre, il Valle ospiterà un cartellone dedicato alle scritture contemporanee e alle riletture sceniche di autori centrali del panorama internazionale. Dal 23 ottobre al primo novembre arriverà “Escaped alone” di Caryl Churchill, con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni. Dal 10 al 22 novembre sarà in scena “Memoria di ragazza”, tratto dal libro di Annie Ernaux, con la regia di Silvia Costa.
Tra gli appuntamenti successivi figura “Che dolore terribile è l’amore” di Han Kang, previsto dal 26 novembre al 6 dicembre. Il 20 aprile il teatro tornerà a confrontarsi con Pirandello attraverso “Studio sui Sei personaggi in cerca d’autore” di Emma Dante, in una programmazione che intreccia nuove drammaturgie, memoria letteraria e sperimentazione scenica.
Argentina tra classici, grandi registi e interpreti
Al Teatro Argentina la stagione sarà affidata a maestri d’esperienza e a grandi testi della tradizione teatrale europea. Dal 4 al 29 novembre sarà proposto “Otello”, ambientato in un Sud coloniale. Dal 2 al 13 dicembre toccherà a “Peccato che fosse una sgualdrina” di John Ford, mentre dal 31 marzo all’11 aprile Peter Stein dirigerà “Platonov” di Čechov.
Il cartellone dell’Argentina comprende anche Massimo Popolizio, regista e interprete di “La pazzia di Re Giorgio” di Alan Bennett, in programma dal 9 al 31 gennaio. Dal 2 al 14 febbraio Valerio Binasco porterà invece in scena una rilettura della modernità goldoniana con “Una delle ultime sere di Carnovale”.
La sala storica conferma così una linea di programmazione costruita intorno a testi di forte impianto drammaturgico, regie autorevoli e interpreti capaci di dialogare con pubblici diversi, mantenendo il Teatro Argentina come uno dei fulcri del sistema teatrale cittadino.
India e Torlonia tra memoria, giovani artisti e racconti romani
Il Teatro India sarà dedicato a produzioni capaci di riflettere le complessità sociali e il rapporto tra scena, memoria e presente. Dal 16 ottobre al primo novembre Francesca Astrei presenterà “Gli elefanti nella stanza”. Dal 20 al 28 febbraio Jacopo Gassmann porterà in scena “The Body of an American” di Dan O’Brien, mentre dal 13 al 18 aprile Davide Sacco proporrà “Lettera di una sconosciuta” di Stefan Zweig.
Al Teatro Torlonia troveranno spazio percorsi più raccolti e narrativi. Tra i titoli annunciati ci sono i “Racconti Romani” diretti da Danilo Capezzani, con una prima parte dal 3 al 6 dicembre e una seconda dal 10 al 13 dicembre. Dal 16 al 30 aprile sarà la volta di Riccardo Caporossi con “Vita a rate”, mentre dal 21 al 30 maggio Enrico Torzillo presenterà “Spettacolo politicamente scorretto”.
La stagione 2026/2027 del Teatro di Roma si presenta quindi come un sistema articolato, costruito su identità diverse per ciascuna sala: il Valle come luogo della drammaturgia contemporanea, l’Argentina come palcoscenico dei grandi testi, l’India come spazio di ricerca sulle trasformazioni sociali e il Torlonia come teatro di narrazione, memoria e sperimentazione.
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