Roma, sette arresti per spaccio tra rider della droga e nascondigli nelle auto
18/05/2026
Sette persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato a Roma nell’ambito di una serie di interventi contro lo spaccio di droga tra i quadranti nord-ovest e sud-est della Capitale. Gli investigatori hanno individuato pusher attivi con modalità diverse: consegne in stile delivery, cessioni rapide dai finestrini delle auto, dosi nascoste negli indumenti, nei passaruota dei veicoli e perfino in scarpe con doppiofondo. Un consumatore è stato inoltre segnalato alla Prefettura.
Scambio cash & delivery nel quartiere Appio
Il primo episodio è stato intercettato nel quartiere Appio, dove gli agenti hanno documentato una cessione di droga avvenuta in pochi secondi. Secondo quanto ricostruito, il pusher avrebbe consegnato le dosi e ricevuto il denaro direttamente attraverso il finestrino di un’auto, con una modalità definita dagli investigatori cash & delivery.
I poliziotti sono intervenuti nel momento dello scambio, bloccando sia il presunto spacciatore sia l’acquirente. Il primo è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Durante il controllo, gli agenti hanno trovato altre 26 dosi di hashish e cocaina, che l’uomo avrebbe tenuto pronte per la vendita.
La droga, secondo la Polizia, veniva estratta al momento in base alle richieste dei clienti: parte era nascosta negli slip, parte in una scatola calamitata occultata nel passaruota dell’auto. Per il consumatore è scattata la sanzione amministrativa, con contestuale segnalazione alla Prefettura.
Il “rider” della droga fermato a Tor Pignattara
Un altro arresto è avvenuto in zona Tor Pignattara, dove gli agenti hanno fermato un uomo ritenuto un vero e proprio rider della droga. Il pusher trasportava un panetto di hashish già etichettato e pronto per la distribuzione.
Con sé aveva anche uno smartphone che, secondo gli investigatori, veniva utilizzato per gestire appuntamenti, consegne e contatti con i clienti attraverso messaggi in codice. Il sistema, ricostruito dalla Polizia, ricalcava le dinamiche delle piattaforme di delivery, con una sorta di centrale operativa digitale dedicata allo spaccio.
La perquisizione domiciliare ha rafforzato il quadro investigativo: nell’abitazione in uso all’uomo sono stati trovati ulteriori telefoni cellulari, un altro panetto di hashish, strumenti per il taglio della sostanza, denaro di dubbia provenienza e appunti manoscritti ritenuti utili alla contabilità dell’attività illecita.
Auto a noleggio, dosi pronte e scarpe con doppiofondo
Due ulteriori interventi hanno riguardato pusher che si muovevano in auto, sempre con modalità riconducibili al drug delivery. Il primo è stato fermato in zona Romanina, a bordo di un veicolo a noleggio. La perquisizione dell’auto ha permesso di sequestrare 21 dosi di cocaina già pronte, custodite in involucri termosaldati e nascoste insieme a materiale per il confezionamento.
Un secondo episodio è stato registrato a Primavalle. In questo caso, il presunto spacciatore aveva scelto un nascondiglio più insolito: indossava sneakers modificate artigianalmente con un doppiofondo, all’interno del quale erano occultate dosi di cocaina e crack.
Gli agenti hanno ricostruito un sistema di vendita frammentato e rapido, fondato su piccoli quantitativi pronti all’uso, nascondigli mobili e spostamenti continui, pensato per ridurre i rischi durante i controlli e garantire consegne veloci ai clienti.
Arresti anche in piazza Sempione
Altri due giovani sono stati arrestati in piazza Sempione dagli agenti delle Volanti e del III Distretto Fidene Serpentara. L’intervento è avvenuto in un’area verde che, secondo la Polizia, veniva utilizzata come punto di incontro con i clienti per consegne di droga a cielo aperto.
I due sono stati trovati in possesso di 19 involucri di hashish e di denaro contante ritenuto di dubbia provenienza. Anche per loro è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria. Le contestazioni si riferiscono alla fase delle indagini preliminari e, per tutte le persone coinvolte, resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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