Roma, riapre il Museo della Mente al Santa Maria della Pietà
07/05/2026
Il Museo Laboratorio della Mente della ASL Roma 1 ha riaperto al pubblico nel Padiglione 6 del parco di Santa Maria della Pietà, luogo che per quasi un secolo ha ospitato il manicomio della Capitale. La cerimonia ha segnato la conclusione dei lavori di ristrutturazione e ampliamento avviati nel gennaio 2022, con un percorso espositivo rinnovato e nuove installazioni dedicate alla memoria, alla salute mentale e al contrasto dello stigma.
L’intervento ha restituito alla città uno spazio culturale e sociale di forte valore simbolico, nato nel 2000 e riconosciuto come una delle esperienze più significative nel campo dei musei di narrazione. I lavori sono stati finanziati con risorse PNRR e regionali: 960.000 euro per il restauro conservativo della facciata, nell’ambito del Piano Integrato Santa Maria della Pietà – Missione 5 Roma, e 855.000 euro tra fondi regionali e di bilancio per le lavorazioni interne. A queste risorse si aggiunge il progetto “Portatori sani di diversità”, finanziato da Lazio Innova.
Il nuovo allestimento tra memoria dell’ex manicomio e inclusione
Il percorso museale rinnovato punta a rafforzare la funzione del Museo come laboratorio sociale, capace di trasformare la storia dell’istituzione manicomiale in uno strumento di conoscenza, partecipazione e riflessione pubblica. L’allestimento “Portatori sani di diversità”, sostenuto da un investimento di 650.000 euro di Lazio Innova, utilizza linguaggi multimediali e tecnologie immersive per raccontare la dignità delle persone, la complessità del disagio psichico e il peso dell’esclusione sociale.
Una parte significativa del progetto è stata realizzata in collaborazione con la ASL di Rieti, attraverso la creazione di un ologramma inserito nel percorso espositivo. L’opera arricchisce la narrazione del Museo e richiama la costruzione di una rete regionale della salute mentale, capace di mettere in relazione esperienze territoriali diverse e di utilizzare strumenti contemporanei per dare voce alla memoria dei luoghi di cura.
Studio Azzurro e il percorso immersivo del Museo
Il Museo Laboratorio della Mente conferma il proprio legame artistico con Studio Azzurro, realtà che ha contribuito a definire un impianto espositivo in cui elementi reali e virtuali si intrecciano. Il visitatore non attraversa soltanto una sequenza di sale, ma entra in un racconto sensoriale e partecipativo, costruito per far emergere storie, testimonianze e interrogativi sul rapporto tra società, istituzioni e sofferenza psichica.
Il nuovo allestimento amplia questa impostazione, facendo della tecnologia uno strumento di relazione e non un semplice apparato scenografico. Ologrammi, installazioni e contenuti immersivi sono pensati per coinvolgere direttamente il pubblico, sollecitando una riflessione sul significato della cura, sui diritti delle persone e sulla necessità di superare pregiudizi ancora radicati attorno alla salute mentale.
Le istituzioni alla riapertura del Padiglione 6
Alla cerimonia di riapertura hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessora regionale alla Cultura Simona Renata Baldassarre, gli assessori di Roma Capitale Maurizio Veloccia e Giuseppe Battaglia, il presidente del Municipio XIV Marco Della Porta e Laura Tassinari per Lazio Innova. Presenti anche Gennaro D’Agostino e Giuseppe Ducci, rispettivamente direttore sanitario e direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1, insieme al direttore del Museo Laboratorio della Mente Pompeo Martelli e al personale dell’Azienda sanitaria.
La riapertura del Padiglione 6 riporta al centro della vita cittadina un luogo che conserva una memoria difficile, ma essenziale per comprendere il percorso della salute mentale in Italia. Il Museo rinnovato propone una lettura attuale di quella storia, unendo conservazione, arte, tecnologia e responsabilità civile in uno spazio pensato per scuole, cittadini, operatori e visitatori.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.