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Lima, fermato latitante condannato a Roma per violenza sessuale

03/06/2026

Lima, fermato latitante condannato a Roma per violenza sessuale

Un cittadino peruviano di 62 anni, condannato in Italia a 6 anni di reclusione per una violenza sessuale commessa ai danni di una giovane donna con grave disabilità, è stato fermato a Lima dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e le autorità peruviane. L’uomo era ricercato da anni dopo essersi sottratto all’esecuzione della pena, rifugiandosi nel Paese sudamericano.

La condanna del Tribunale di Roma

I fatti risalgono alla fine del decennio scorso e riguardano una giovane donna, all’epoca poco più che ventenne, affetta sin dalla nascita da una grave invalidità. La ragazza si trovava in Italia per seguire cure specialistiche e, tra Roma e la Toscana, alternava il percorso terapeutico agli studi, sempre accompagnata dai familiari.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe approfittato del rapporto di fiducia costruito nel tempo come amico di famiglia e della permanenza della giovane presso l’abitazione di alcuni parenti nella Capitale. In quella circostanza avrebbe abusato della ragazza, sfruttandone la condizione di particolare vulnerabilità.

L’indagine è partita dopo che la vittima, rientrata in Toscana, ha trovato la forza di confidare quanto accaduto alla zia. Da quel momento il caso è stato seguito dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica capitolina.

La fuga all’estero dopo la misura cautelare

Gli elementi raccolti dagli inquirenti sono confluiti nel procedimento giudiziario che ha portato alla condanna a 6 anni di reclusione, emessa dal Tribunale ordinario di Roma e diventata esecutiva nel 2022. Dopo aver scontato una prima misura cautelare, il sessantaduenne si sarebbe però allontanato dall’Italia.

Secondo la ricostruzione investigativa della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo, l’uomo avrebbe raggiunto il Perù dopo una possibile uscita clandestina dal territorio italiano, passando verosimilmente anche dai Paesi Bassi. La fuga non ha però interrotto le ricerche, proseguite attraverso i canali di cooperazione internazionale.

La lunga attività di localizzazione ha richiesto il coordinamento tra uffici italiani e autorità straniere, con il coinvolgimento del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Gli accertamenti hanno infine consentito di individuare il condannato nella città di Lima.

Attesa per la procedura di estradizione

Il fermo in Perù rappresenta l’esito di un’attività investigativa protratta nel tempo e mirata a dare esecuzione alla sentenza definitiva pronunciata in Italia. L’uomo resta ora a disposizione della magistratura, in attesa dell’avvio e della definizione della procedura di estradizione.

Il caso evidenzia il ruolo della cooperazione internazionale nelle ricerche di persone condannate o ricercate all’estero, soprattutto quando il trasferimento fuori dai confini nazionali avviene dopo procedimenti penali già definiti. Le autorità italiane attendono ora il rientro dell’uomo per l’esecuzione della pena stabilita dal Tribunale di Roma.

La vicenda, per la sua gravità, aveva richiesto sin dall’inizio un’indagine particolarmente delicata, fondata sulle dichiarazioni della vittima, sugli accertamenti svolti dagli investigatori e sul lavoro della magistratura. La cattura a Lima chiude la fase della ricerca internazionale e apre quella giudiziaria legata al trasferimento del condannato in Italia.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to