Caricamento...

Lazio365 Logo Lazio365

Frode informatica, denunciato un 38enne dopo il raggiro ai danni di una donna

14/04/2026

Frode informatica, denunciato un 38enne dopo il raggiro ai danni di una donna

Un messaggio ricevuto sul cellulare, l’allarme per un pagamento da oltre mille euro apparentemente in corso e, subito dopo, la richiesta di contattare un numero indicato come servizio clienti. È iniziata così la vicenda che ha portato la Polizia di Stato a denunciare un uomo di 38 anni, nei cui confronti il Commissariato di pubblica sicurezza di Sora ha ricostruito un grave quadro indiziario in relazione a una presunta frode informatica.

L’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata dalla vittima presso gli uffici di polizia. La donna aveva ricevuto sul proprio telefono un messaggio nel quale le veniva chiesto di autorizzare il pagamento di 1.280 euro; in caso contrario, avrebbe dovuto contattare il numero di assistenza riportato nella comunicazione. Seguendo quelle istruzioni, la donna si è messa in contatto con il presunto servizio clienti, ricevendo ulteriori indicazioni operative che si sarebbero poi rivelate parte del raggiro.

Il meccanismo del raggiro e l’intervento della Polizia

Nel corso del contatto, alla vittima sarebbe stato chiesto di procedere a una simulazione di bonifico per un importo pari a 982 euro, da indirizzare verso l’Iban fornito dall’interlocutore. Una richiesta formulata in modo tale da apparire come un passaggio tecnico necessario a bloccare o verificare l’operazione segnalata nel messaggio iniziale. È proprio su questa falsa rappresentazione della realtà che si fondano molte frodi informatiche: creare urgenza, indurre confusione e spingere la vittima a compiere azioni che, in condizioni normali, verrebbero valutate con maggiore cautela.

La donna, tuttavia, dopo il contatto ha deciso di confrontarsi con il proprio consulente finanziario, che le ha prospettato la concreta possibilità di essere stata vittima di un inganno. A quel punto si è rivolta alla Polizia di Stato, consentendo agli investigatori di avviare immediatamente gli accertamenti.

La ricostruzione investigativa e le cautele di legge

Gli operatori del Commissariato di Sora, attraverso verifiche rapide e approfondite, sono riusciti a risalire all’identità del presunto responsabile, un trentottenne già gravato da precedenti di polizia. Parallelamente, dagli accertamenti sarebbe emerso che l’Iban indicato per il bonifico risulta riconducibile a una banca estera, elemento che aggiunge complessità al quadro investigativo e che conferma come questo tipo di condotte si inserisca spesso in circuiti difficili da tracciare con immediatezza.

La vicenda conferma quanto le frodi digitali facciano leva su meccanismi psicologici semplici ma efficaci: l’apparenza di una comunicazione ufficiale, la pressione dell’urgenza, il timore di una perdita economica imminente. In questo caso, la prontezza della vittima nel chiedere un riscontro al proprio consulente e il successivo intervento della polizia hanno permesso di avviare rapidamente l’attività investigativa e di ricostruire un’ipotesi accusatoria precisa.

Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini e che l’uomo denunciato è, allo stato, soltanto indiziato di reato. La sua posizione dovrà essere valutata dall’autorità giudiziaria nel corso dell’iter previsto dalla legge e soltanto un’eventuale sentenza definitiva potrà accertarne in modo irrevocabile la responsabilità, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.