Roma, minacce con pistola per un debito da 50mila euro: due arresti
27/04/2026
Due uomini romani di 27 e 47 anni sono finiti in carcere nell’ambito di un’indagine della Polizia di Stato su una presunta rapina e un tentativo di estorsione legati a un debito da 50.000 euro. La misura cautelare è stata eseguita dagli agenti del X Distretto Lido di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento criminalità diffusa e grave, dopo la ricostruzione di una serie di episodi che avrebbero avuto come vittima un uomo estraneo alla pretesa economica, ma collegato ad alcune persone conosciute dagli indagati.
La richiesta di denaro dopo una denuncia per spaccio ad Acilia
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la somma sarebbe stata inizialmente chiesta ad alcuni conoscenti della vittima, suoi affittuari, ritenuti dagli indagati responsabili di averli denunciati per una presunta attività di spaccio sul territorio di Acilia. Il denaro sarebbe stato rivendicato come risarcimento per le spese legali sostenute da uno dei due uomini, arrestato lo scorso dicembre proprio in relazione a quei fatti.
Quando i destinatari originari della richiesta si sono resi irreperibili, la pressione si sarebbe spostata sulla vittima. L’uomo, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato individuato come nuovo bersaglio della pretesa estorsiva, pur non essendo direttamente coinvolto nel debito contestato.
L’aggressione al portone e la rapina del cellulare
Il primo episodio risale alla fine di gennaio. La vittima sarebbe stata attesa nei pressi dell’abitazione di una conoscente e avvicinata all’ingresso del condominio. In quella circostanza, i due indagati avrebbero usato una pistola semiautomatica per minacciarla, colpendola anche al volto con l’arma.
La pressione fisica e le minacce avrebbero costretto l’uomo a subire la sottrazione del cellulare e del portafogli. La vittima avrebbe poi tentato di allontanarsi e rifugiarsi in un altro stabile, mentre i due la seguivano lungo la strada. La sequenza si sarebbe interrotta soltanto quando un residente, dopo aver assistito alla scena, ha attivato l’allarme.
Nuovo incontro in un bar e ferite con 15 giorni di prognosi
A distanza di circa un mese, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due uomini avrebbero attirato la vittima in un locale di via Maiorana con la scusa di un incontro chiarificatore. Dopo una consumazione all’interno del bar, l’uomo sarebbe stato invitato a uscire e poi aggredito, ancora una volta con la richiesta di risolvere il presunto debito legato alle spese legali dei suoi affittuari.
A seguito delle ferite riportate, la vittima è stata soccorsa al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Eugenio, dove è stata dimessa con una prognosi di 15 giorni. Le dichiarazioni rese dall’uomo e da alcuni testimoni hanno contribuito alla ricostruzione del quadro indiziario raccolto dagli agenti del X Distretto Lido di Roma.
Ordinanza del gip e custodia cautelare in carcere
Gli elementi acquisiti durante le indagini, coordinate dai pubblici ministeri di Palazzo Clodio, sono stati recepiti nell’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei due indagati per rapina e tentata estorsione.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dagli stessi agenti del X Distretto Lido di Roma. Le accuse si riferiscono alla fase delle indagini preliminari: per entrambi gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to