Roma, aggressioni razziste a Termini: misura per un minore
09/05/2026
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare nei confronti di un giovane minorenne e ha svolto perquisizioni mirate a carico di altri due indagati maggiorenni, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una serie di aggressioni a sfondo razziale avvenute nella notte del 7 febbraio nell’area della Stazione Termini, a Roma.
Le indagini sono state condotte dalla Digos della Questura di Roma e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario e dalla Procura per i Minorenni. L’attività investigativa è partita dalla denuncia presentata al Compartimento di Polizia Ferroviaria da un cittadino di origini nigeriane, che ha consentito agli agenti di ricostruire una sequenza di episodi violenti avvenuti nella stessa notte.
Cinque aggressioni ricostruite dalle immagini di videosorveglianza
Dall’esame delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, analizzate inizialmente dagli agenti della Polizia Ferroviaria, sarebbe emersa una sequenza di almeno cinque gravi aggressioni. Secondo la ricostruzione investigativa, gli episodi sarebbero stati commessi da tre giovani nella medesima area urbana e nell’arco della stessa nottata.
L’ultima aggressione sarebbe stata interrotta dall’arrivo improvviso di alcune persone, circostanza che avrebbe spinto i presunti responsabili ad allontanarsi rapidamente. Gli elementi raccolti hanno poi portato a un approfondimento investigativo della Digos, che ha permesso di risalire all’identità dei tre indagati.
La ricostruzione della Digos: vittime scelte tra stranieri e senza dimora
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre giovani avrebbero percorso la zona della Stazione Termini in auto, armati di uno sfollagente telescopico e di altre armi improprie. L’obiettivo, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato quello di prendere di mira persone di origine extracomunitaria e senza fissa dimora, selezionate casualmente e allo stato rimaste ignote.
Gli investigatori descrivono una dinamica particolarmente grave, assimilata a una vera e propria azione di ricerca delle vittime nell’area della stazione. Il contesto, frequentato ogni giorno da viaggiatori, lavoratori, persone fragili e cittadini stranieri, ha reso necessario un lavoro dettagliato di analisi delle immagini, raccolta di testimonianze e confronto tra gli elementi acquisiti.
Perquisizioni e materiale sequestrato
Nel corso delle perquisizioni, la Polizia ha rinvenuto una spranga e alcuni capi d’abbigliamento ritenuti utilizzati durante le aggressioni. Sono stati inoltre sequestrati un coltello, materiale propagandistico riconducibile all’ideologia di estrema destra e una copia del “Mein Kampf”.
I tre ragazzi sono stati denunciati, in concorso tra loro, per lesioni personali aggravate dall’odio razziale e per porto di armi e oggetti atti a offendere. Due degli indagati risulterebbero appartenenti alla compagine giovanile di un’organizzazione militante nell’estrema destra.
Per il minorenne disposto il collocamento in comunità
Nei confronti del giovane minorenne è stata applicata la misura cautelare del collocamento in comunità. Il ragazzo, secondo quanto riferito dagli investigatori, era già gravato da precedenti penali legati all’apologia del fascismo e all’imbrattamento, avvenuto il 7 giugno 2025, della Sinagoga di via Garfagnana con epiteti antisemiti e il simbolo della svastica.
La vicenda si inserisce in un filone investigativo che riguarda episodi di violenza connotati da odio razziale e riferimenti ideologici estremisti. Gli accertamenti proseguiranno per completare il quadro delle responsabilità e per identificare eventuali ulteriori vittime delle aggressioni.
Le evidenze informative e investigative descritte riguardano la fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.
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