Rocca d’Arce, il dissesto idrogeologico al centro della Commissione: emergenza diffusa e danni per quasi 7 milioni
14/04/2026
Il quadro che emerge dall’audizione della XII Commissione consiliare permanente del Lazio restituisce l’immagine di un territorio fragile, segnato da eventi recenti che hanno amplificato criticità già presenti. Nel pomeriggio del 13 aprile, la Commissione “Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione”, presieduta da Nazzareno Neri, ha dedicato una seduta ai fenomeni di dissesto idrogeologico che stanno interessando il Comune di Rocca d’Arce, in provincia di Frosinone.
L’audizione ha visto la partecipazione del sindaco Rocco Pantanella, dell’assessore regionale alle Politiche abitative e alla Protezione civile Pasquale Ciacciarelli e del direttore della Direzione regionale Emergenza, Protezione civile e Nue 112, Massimo La Pietra. Un confronto istituzionale che ha consentito di ricostruire in modo puntuale la portata dei danni e le esigenze immediate del territorio, duramente colpito dagli eventi meteorologici dei mesi di gennaio e febbraio 2026.
Un dissesto diffuso tra centro storico e viabilità
Il sindaco Pantanella ha delineato una situazione estesa e complessa, caratterizzata da dissesti che coinvolgono diverse aree del territorio comunale. Le criticità più rilevanti riguardano il centro storico, la frazione di Montenero e la viabilità di accesso al paese, con ripercussioni dirette sulla quotidianità dei cittadini e sulla funzionalità dei servizi essenziali.
Tra gli episodi più gravi segnalati, il crollo di un’abitazione in via Conte Bassavilla e il cedimento di un muro di contenimento in via Re Manfredi, evento che ha determinato la chiusura dell’unica strada comunale di accesso al centro storico. Una condizione che ha reso necessarie evacuazioni e ordinanze di interdizione, aggravando ulteriormente una situazione già critica per la popolazione, in particolare per anziani e persone in condizioni di fragilità
Il dissesto, è stato sottolineato, non riguarda singoli punti isolati ma interessa in modo diffuso l’intero territorio, con effetti anche sulla viabilità secondaria e sui collegamenti alternativi, che risultano limitati e difficilmente praticabili in condizioni di sicurezza.
Danni stimati e richiesta di interventi urgenti
Dal punto di vista tecnico-amministrativo, il direttore La Pietra ha ricostruito l’iter avviato dalla Regione a seguito delle segnalazioni del Comune. Rocca d’Arce ha trasmesso la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità già nelle prime fasi dell’emergenza e ha successivamente aggiornato la documentazione con una relazione dettagliata inviata il 16 marzo 2026.
La stima complessiva dei danni ammonta a 6 milioni e 965 mila euro, suddivisi tra interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche, opere strutturali per la riduzione del rischio e interventi su strutture pubbliche e private danneggiate. Una cifra significativa per un piccolo comune, che evidenzia la necessità di un intervento su più livelli: da una parte la messa in sicurezza immediata e il ripristino dell’accessibilità, dall’altra un programma strutturale di consolidamento dei versanti e di mitigazione del rischio.
Il quadro regionale e le prospettive di intervento
L’assessore Ciacciarelli ha inserito il caso di Rocca d’Arce in un contesto più ampio, ricordando come gli eventi meteorologici abbiano colpito numerosi territori del Lazio. Le richieste complessive di intervento pervenute alla Regione raggiungono circa 101 milioni di euro, una cifra destinata a crescere con il completamento delle segnalazioni da parte dei Comuni.
Nonostante la complessità del quadro, l’assessore ha confermato l’attenzione della Giunta regionale e l’avvio di interlocuzioni con il Dipartimento nazionale della Protezione civile, finalizzate a individuare forme di sostegno e margini operativi per rispondere alle emergenze più urgenti, in particolare quelle legate all’assistenza alla popolazione e al ripristino delle condizioni minime di sicurezza.
In chiusura, il presidente Neri ha richiamato la necessità di concentrare gli sforzi nell’immediato sul ripristino della viabilità e dei collegamenti essenziali, rinviando gli interventi strutturali agli strumenti di programmazione nazionale. Un approccio che riconosce la priorità dell’emergenza, ma anche la necessità di una visione di lungo periodo per affrontare un fenomeno che, nel caso di Rocca d’Arce, appare ormai strutturale.
Il confronto in Commissione ha evidenziato un elemento condiviso: di fronte a situazioni di questo tipo, la risposta istituzionale deve essere coordinata, tempestiva e sostenuta da risorse adeguate. Il dissesto idrogeologico, in territori fragili come quello della Ciociaria, non è più un evento episodico, ma una condizione con cui confrontarsi in modo sistematico, attraverso interventi capaci di coniugare urgenza e prevenzione.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to