Dipendenze e gioco d’azzardo, il Lazio approva piano da 29 milioni
12/05/2026
La Giunta regionale del Lazio ha approvato il Piano triennale 2025-2027 per il contrasto al gioco d’azzardo patologico e alle dipendenze patologiche, con un investimento complessivo superiore a 29 milioni di euro. Le risorse arrivano da fondi nazionali specifici: circa 27 milioni, pari a 9 milioni l’anno, dal Fondo Dipendenze Patologiche, mentre altri 2 milioni saranno destinati alle Comunità Terapeutiche accreditate attraverso il Fondo Prevenzione e Recupero.
Una rete tra sanità, sociale e Terzo Settore
Il Piano punta a superare la logica degli interventi separati, costruendo una rete integrata tra servizi sanitari, politiche sociali e soggetti del territorio. La Regione indica come asse centrale la collaborazione tra l’Assessorato alla Salute e l’Assessorato all’Inclusione sociale e servizi alla persona, con il coinvolgimento di Asl, Asp ed Enti del Terzo Settore.
L’obiettivo è garantire continuità tra la fase clinica della cura e quella sociale del reinserimento, evitando che il percorso della persona si interrompa dopo la presa in carico sanitaria. La programmazione regionale riguarda dipendenze da sostanze, dipendenze comportamentali e gioco d’azzardo patologico, con attenzione particolare ai giovani, ai minori, alle persone in condizioni di vulnerabilità e ai casi più complessi.
Prevenzione nelle scuole e nei luoghi del divertimento
La strategia regionale si articolerà su tre pilastri: prevenzione, rafforzamento del sistema, cura e inserimento. Il primo ambito prevede interventi capillari nelle scuole e programmi specifici nei contesti del divertimento, dove il consumo di sostanze e i comportamenti a rischio possono emergere con maggiore frequenza, soprattutto tra i più giovani.
Sono previste anche unità mobili per la riduzione del danno, pensate per intercettare situazioni che spesso restano fuori dai percorsi ordinari dei servizi. Il Piano include inoltre il rafforzamento della diagnosi precoce, con particolare attenzione ai minori e alle persone con doppia diagnosi, cioè con dipendenza associata a disturbi psichiatrici o altre fragilità cliniche.
Detenuti, casa e lavoro nel percorso di reinserimento
Una parte del Piano sarà dedicata anche alle persone detenute o sottoposte a misure alternative alla detenzione. La Regione prevede protocolli specifici per l’assistenza in ambito penitenziario e per accompagnare i percorsi di recupero fuori dal carcere, collegando cura, presa in carico sociale e reinserimento.
Tra le novità indicate c’è l’istituzione di un tavolo regionale per l’inclusione sociale, con l’obiettivo di favorire l’accesso a soluzioni abitative e l’inserimento lavorativo. Casa e lavoro vengono considerati elementi determinanti per dare stabilità ai percorsi terapeutici e ridurre il rischio di ricadute, soprattutto per chi vive condizioni di marginalità o non dispone di reti familiari solide.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e l’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona, Massimiliano Maselli, hanno espresso soddisfazione per l’approvazione del provvedimento, definendolo un cambio di paradigma. Il Piano prevede anche il rafforzamento degli organici, attività di ricerca epidemiologica avanzata per intercettare i cosiddetti “sommersi”, cioè consumatori non ancora in carico ai servizi, e formazione continua certificata per tutti gli operatori coinvolti.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to