Viterbo, rafforzate le misure di prevenzione della Polizia: 9 ammonimenti e 21 divieti di ritorno
25/03/2026
Nelle ultime settimane la Questura di Viterbo ha intensificato in modo significativo l’attività di prevenzione amministrativa e di controllo del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della sicurezza pubblica e contenere il rischio di nuovi episodi di violenza o di reati contro la persona. Il lavoro svolto dalla Divisione Polizia Anticrimine, nell’ambito dei poteri attribuiti al Questore quale Autorità provinciale di pubblica sicurezza, ha portato all’adozione di numerosi provvedimenti nei confronti di soggetti ritenuti riconducibili alle categorie di pericolosità sociale previste dalla normativa vigente.
Il bilancio del periodo compreso tra il 1° febbraio 2026 e il 23 marzo 2026 mostra una linea di intervento articolata e mirata, che ha riguardato diversi ambiti: dalla violenza domestica agli episodi di aggressione in luoghi pubblici, fino alla prevenzione di ulteriori condotte pericolose nei centri della provincia. L’azione della Questura si è tradotta in ammonimenti, divieti di ritorno, avvisi orali e provvedimenti di cosiddetto Daspo Willy, strumenti che mirano a intervenire prima che i comportamenti degenerino in fatti ancora più gravi.
Nove ammonimenti per violenza domestica e atti persecutori
Nel periodo preso in esame sono stati emessi 9 provvedimenti di ammonimento per violenza domestica, misura pensata per offrire una tutela immediata alle vittime di condotte maltrattanti o persecutorie, anche quando non sia ancora stata formalizzata una denuncia. Si tratta di uno strumento particolarmente delicato, che consente all’autorità di pubblica sicurezza di agire in via preventiva di fronte a situazioni ritenute concrete e pericolose.
Uno dei casi segnalati riguarda un uomo che, dopo la fine di una relazione sentimentale, avrebbe assunto comportamenti vessatori e intrusivi nei confronti dell’ex compagna, perseguitandola fino a costringerla a modificare le proprie abitudini di vita e a temere per la propria incolumità. In presenza degli atti d’indagine e delle informazioni raccolte, il Questore ha ritenuto necessario intervenire anche in assenza di querela, proprio per impedire l’eventuale evoluzione della situazione verso forme di violenza fisica, psicologica o verbale ancora più gravi.
È un passaggio che conferma come l’attività preventiva della Polizia di Stato non si limiti alla gestione dei reati già consumati, ma operi anche sul terreno della protezione anticipata delle vittime, soprattutto in contesti nei quali il rischio di escalation risulta concreto.
Ventuno divieti di ritorno e controlli su soggetti pericolosi
Accanto agli ammonimenti, la Questura ha adottato 21 misure di divieto di ritorno, sia nel capoluogo sia in altri comuni della provincia, con durate comprese tra sei mesi e quattro anni. Questo tipo di provvedimento viene applicato nei confronti di soggetti la cui presenza in un determinato territorio viene ritenuta pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica, sulla base di comportamenti già accertati o di specifici elementi di rischio.
Tra gli episodi richiamati figura quello di un uomo ultraquarantenne residente nella provincia di Viterbo, già destinatario in passato di una misura di prevenzione, al quale è stato vietato il ritorno nel comune di Fabrica di Roma. Il provvedimento è scattato dopo una segnalazione dei carabinieri, secondo cui l’uomo avrebbe colpito con una spranga di ferro, per futili motivi, un avventore all’interno di un locale pubblico del capoluogo.
La misura interviene dunque come strumento di contenimento rispetto a soggetti che hanno già mostrato comportamenti aggressivi o potenzialmente destabilizzanti per la convivenza civile, con la finalità di ridurre il rischio di nuovi episodi in contesti territoriali già segnati da tensioni o precedenti criticità.
Avvisi orali e Daspo Willy contro la violenza nei locali pubblici
Nel quadro complessivo dei provvedimenti adottati rientrano anche 8 avvisi orali e 2 divieti di accesso ai locali pubblici o di pubblico trattenimento, i cosiddetti Daspo Willy, previsti dall’articolo 13-bis del decreto legge 14 del 2017. Si tratta di misure che mirano a impedire la frequentazione di determinati luoghi da parte di persone ritenute responsabili di comportamenti violenti o gravemente pericolosi, soprattutto in aree di aggregazione serale e notturna.
Uno dei Daspo Willy è stato adottato, su proposta della Compagnia Carabinieri di Montefiascone, nei confronti di un ventiduenne residente a Viterbo che nei mesi scorsi avrebbe colpito con un’arma da taglio un giovane all’interno di un locale pubblico del capoluogo, ancora una volta per futili motivi. Nei suoi confronti è stato disposto il divieto di accesso e di stazionamento nelle immediate vicinanze del locale per la durata di due anni.
Questa tipologia di provvedimento si inserisce in una strategia ormai consolidata di contrasto alla violenza nei luoghi della socialità, soprattutto quando si tratta di episodi improvvisi, nati da litigi banali ma capaci di degenerare in aggressioni gravi. L’obiettivo è chiaro: allontanare dai contesti più sensibili chi ha già dimostrato di rappresentare un pericolo per gli altri frequentatori.
L’attività svolta dalla Questura di Viterbo nel periodo considerato restituisce il quadro di un’azione preventiva estesa e strutturata, che punta a intervenire con strumenti differenziati a seconda della natura delle condotte e del livello di rischio. Dalla tutela delle vittime di violenza domestica al controllo di soggetti responsabili di aggressioni nei locali pubblici, emerge una strategia orientata a rafforzare la sicurezza prima che i segnali di pericolosità si traducano in fatti ancora più gravi. È su questo terreno, spesso meno visibile dell’intervento repressivo, che si misura una parte essenziale del lavoro quotidiano delle autorità di pubblica sicurezza.