Scontri prima di Triestina-Union Brescia: perquisizioni della Polizia a ultras bresciani
11/03/2026
La Polizia di Stato ha eseguito sette decreti di perquisizione personale e domiciliare nei confronti di altrettanti tifosi appartenenti alla tifoseria organizzata della Curva Nord Brescia, nell’ambito delle indagini sugli scontri avvenuti a Trieste prima della partita tra Triestina e Union Brescia del 2 novembre 2025.
L’operazione è stata condotta nella mattinata odierna dal personale delle Questure di Trieste e Brescia, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste.
Le accuse: rissa aggravata e lancio di oggetti pericolosi
I sette soggetti, residenti in provincia di Brescia, sono indagati a vario titolo per:
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lancio di materiale pericoloso durante manifestazioni sportive
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rissa aggravata
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porto di oggetti atti ad offendere.
Le perquisizioni rientrano nelle attività investigative avviate dopo gli incidenti verificatisi all’esterno dello stadio Nereo Rocco prima dell’incontro di calcio.
Gli scontri tra tifoserie
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, circa 100 tifosi ospiti avrebbero eluso il dispositivo di ordine pubblico predisposto per l’evento sportivo, raggiungendo l’area destinata all’afflusso e al deflusso dei tifosi locali.
Qui sarebbe scoppiato uno scontro fisico tra le due tifoserie, con diversi partecipanti travisati e armati di caschi, aste e altri oggetti potenzialmente offensivi.
Nel corso degli scontri alcuni operatori della Polizia di Stato sono rimasti feriti mentre cercavano di separare i gruppi e riportare la situazione sotto controllo.
Tre arresti differiti nei giorni successivi
Le indagini condotte dalle Digos delle Questure di Trieste e Brescia, in coordinamento con la Procura triestina, avevano già portato nei giorni successivi ai fatti all’arresto differito di tre persone:
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una residente a Trieste
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due residenti a Brescia.
Nei loro confronti era stato inoltre disposto il DASPO, il provvedimento che vieta l’accesso agli eventi sportivi.
Capi di abbigliamento sequestrati durante le perquisizioni
Nel corso delle perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli indagati, gli investigatori hanno rinvenuto accessori personali e capi di abbigliamento che sarebbero stati indossati durante gli scontri.
Il materiale sequestrato potrebbe contribuire a confermare l’identità dei partecipanti ai disordini, anche perché alcuni indumenti sarebbero stati utilizzati per ostacolare il riconoscimento dei responsabili.
Indagini ancora nella fase preliminare
Le autorità precisano che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari.
La responsabilità delle persone coinvolte dovrà essere accertata nel corso del processo, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Per questo motivo non sono state diffuse le generalità degli indagati né elementi che possano consentirne l’identificazione.