Sanità, il Sud Pontino amplia l’offerta: inaugurate Case e Ospedale di Comunità tra Gaeta e Formia
09/04/2026
Il sistema sanitario del Sud Pontino compie un nuovo passo in avanti con l’apertura di una serie di strutture e reparti destinati a rafforzare l’assistenza territoriale e ospedaliera nell’area. A Gaeta e Formia sono state inaugurate le prime Case di Comunità della provincia di Latina, il nuovo Ospedale di Comunità di Gaeta, la nuova Area Perinatale dell’ospedale “Dono Svizzero” di Formia e il rinnovato Centro di Salute Mentale.
L’inaugurazione si è svolta alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e della direttrice generale della Asl di Latina Sabrina Cenciarelli, in una giornata che segna un passaggio rilevante per il territorio, chiamato da tempo a rafforzare i propri presìdi sanitari di prossimità e a migliorare la continuità dell’assistenza.
Più servizi territoriali tra cure primarie, cronicità e assistenza di prossimità
Il cuore dell’intervento riguarda soprattutto il rafforzamento della sanità territoriale, secondo il modello previsto dal PNRR e orientato a una presa in carico più vicina ai bisogni quotidiani dei cittadini.
A Gaeta, al secondo piano dell’ex ospedale “Don Luigi Di Liegro”, ha aperto il nuovo Ospedale di Comunità, il primo attivato nell’area pontina. La struttura dispone di 20 posti letto e di assistenza infermieristica attiva 24 ore su 24, configurandosi come presidio a bassa intensità assistenziale destinato soprattutto alla gestione di pazienti fragili e cronici, in una logica intermedia tra domicilio e ospedale tradizionale.
Nello stesso edificio, al piano terra, è stata realizzata anche la nuova Casa della Comunità di Gaeta, dopo un intervento di ristrutturazione che ha interessato sia gli spazi sia gli impianti. La struttura offrirà servizi di cure primarie, assistenza domiciliare integrata, ambulatori specialistici per patologie ad alta prevalenza, prestazioni infermieristiche, diagnostica di base, continuità assistenziale e punto prelievi.
Un’offerta analoga sarà garantita anche dalla nuova Casa della Comunità di Formia, attivata in via Santa Maria La Noce all’interno dell’ex poliambulatorio aziendale completamente riqualificato. Il presidio si distingue per una presenza sanitaria strutturata: è infatti prevista copertura medica continuativa 24 ore su 24, sette giorni su sette, con un servizio infermieristico attivo per dodici ore al giorno per tutta la settimana.
Un elemento particolarmente significativo riguarda il bacino di utenza servito, che comprende anche le isole di Ponza e Ventotene, territori per i quali la prossimità e l’efficienza dei servizi sanitari assumono un valore ancora più decisivo.
Nuovi spazi per nascita e salute mentale a Formia
Il potenziamento dell’offerta sanitaria nel territorio non si ferma però alla medicina di comunità. A Formia sono stati infatti inaugurati anche due interventi di particolare rilievo sul fronte ospedaliero e sociosanitario.
Il primo riguarda la nuova Area Perinatale dell’ospedale “Dono Svizzero”, pensata per offrire un percorso travaglio-parto-post partum più sicuro, funzionale e centrato sulla qualità dell’esperienza di cura. I nuovi ambienti sono stati progettati con un’impostazione che unisce adeguamento strutturale, dotazioni tecnologiche aggiornate e attenzione all’umanizzazione dell’assistenza, con l’obiettivo di mettere maggiormente al centro la donna, il neonato e la qualità della presa in carico.
L’altro tassello riguarda il nuovo Centro di Salute Mentale, trasferito in via Lavanga all’interno di locali completamente ristrutturati. Il nuovo assetto della struttura punta a consolidare un modello integrato e multidisciplinare, in cui équipe diverse possano lavorare con maggiore continuità e coordinamento, favorendo una presa in carico più efficace e personalizzata dei percorsi terapeutici.
L’intero pacchetto di interventi rientra in un piano di rafforzamento della sanità locale sostenuto da un investimento superiore ai 5,5 milioni di euro, finanziato attraverso fondi PNRR e risorse aziendali. Un investimento che, almeno nelle intenzioni, punta a riequilibrare il rapporto tra ospedale e territorio, rendendo l’assistenza più accessibile, capillare e coerente con i bisogni reali di una popolazione che chiede servizi più vicini e tempi di risposta più adeguati.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to