Roma ricorda Michele Giraldi, 39 anni dopo il sacrificio dell’agente ucciso al Tuscolano
25/03/2026
Roma ha ricordato oggi l’Agente Scelto Michele Giraldi, nel 39° anniversario della sua morte, avvenuta il 24 marzo 1987 durante un drammatico intervento nel quartiere Tuscolano. La ricorrenza è stata accompagnata da due momenti solenni promossi dalla Questura di Roma, nel segno della memoria e del riconoscimento istituzionale verso un servitore dello Stato caduto mentre svolgeva il proprio dovere.
Il nome di Michele Giraldi resta legato a una delle pagine più tragiche della cronaca romana degli anni Ottanta. Quel giorno, insieme a un collega, si trovò a intervenire dopo il sequestro di una ragazza compiuto da un uomo e una donna. I due agenti riuscirono a individuare l’auto utilizzata dai rapitori per la fuga, ma il contatto con i sequestratori si trasformò in pochi istanti in una sparatoria violentissima che non lasciò spazio a una reazione efficace.
L’agguato del 24 marzo 1987 e la morte dell’agente
Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo al volante dell’auto sequestratrice, un giovane pregiudicato evaso dopo un permesso premio, scese dal veicolo e aprì il fuoco all’improvviso. Michele Giraldi fu colpito mortalmente alla fronte da un colpo d’arma da fuoco, mentre il collega che era con lui rimase gravemente ferito. L’aggressione avvenne in un contesto concitato e drammatico, nel quale i due poliziotti si trovarono davanti a una violenza immediata e brutale.
La vicenda non si concluse in quel momento. Nelle ore successive, l’assassino e la sua complice furono rintracciati e arrestati dopo aver ingaggiato una seconda sparatoria con un carabiniere libero dal servizio, che avevano tentato di rapinare. L’ostaggio venne liberato e l’autore dell’omicidio fu poi condannato all’ergastolo.
Il sacrificio di Giraldi è rimasto nel tempo come uno dei simboli del prezzo pagato dalle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità violenta. La sua morte, maturata durante un intervento diretto per salvare una persona sequestrata, continua a rappresentare un richiamo netto al rischio che accompagna il lavoro quotidiano di chi opera per la sicurezza pubblica.
Le cerimonie al Commissariato Tuscolano e in via Quintilio Varo
Questa mattina la Questura di Roma ha voluto ricordare l’agente con una deposizione di fiori ai piedi della targa commemorativa collocata presso il Commissariato di P.S. Tuscolano, dove Michele Giraldi prestava servizio. Il gesto è stato compiuto dal Questore di Roma a nome del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, in un momento di raccoglimento che ha voluto rendere omaggio alla figura dell’agente e alla sua storia professionale e umana.
Successivamente, in via Quintilio Varo, luogo dell’eccidio, si è svolta la cerimonia di scoprimento della targa commemorativa dedicata a Michele Giraldi. L’iniziativa ha rafforzato il senso pubblico della commemorazione, riportando la memoria direttamente nello spazio in cui si consumò la tragedia e rendendo visibile, anche nel tessuto urbano della città, il ricordo del suo sacrificio.
Alle cerimonie, officiate dal Cappellano della Questura, Don Nicola Tagliente, hanno preso parte i familiari della vittima, il Dirigente del Commissariato di P.S. Tuscolano e personale della Questura di Roma. La presenza congiunta delle istituzioni e della famiglia ha dato alla giornata un valore che va oltre la sola ricorrenza formale, restituendo centralità alla memoria di un uomo ucciso mentre cercava di fermare un sequestro e proteggere una vittima.
Il valore della memoria per chi ha servito lo Stato
Ricordare Michele Giraldi a trentanove anni dalla sua morte significa mantenere viva una memoria che appartiene non soltanto alla Polizia di Stato, ma all’intera città. Le targhe, i fiori, la partecipazione delle autorità e dei familiari non sono gesti rituali svuotati dal tempo: rappresentano invece il modo con cui le istituzioni riaffermano il legame con chi ha pagato con la vita il proprio impegno al servizio della collettività.
Nel caso di Giraldi, la memoria conserva una forza particolare, perché la sua morte avvenne nel pieno di un’azione di polizia segnata da estrema rapidità, pericolo e violenza. È proprio in situazioni come questa che il dovere assume il volto concreto di scelte compiute in pochi secondi, senza riparo e senza garanzie personali. La commemorazione di oggi, tra il commissariato in cui prestava servizio e il luogo in cui fu ucciso, ha restituito a quella storia la dignità e la riconoscenza che merita.
Nel tempo, la città cambia, i luoghi si trasformano e le cronache rischiano di sbiadire. Per questo cerimonie come quella di oggi hanno un significato preciso: impedire che il sacrificio di uomini come Michele Giraldi venga confinato in una data o in un archivio, e ricordare invece che dietro ogni targa c’è una vicenda reale, fatta di coraggio, servizio e perdita. Roma, oggi, ha scelto ancora una volta di non dimenticare.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to