Bolsena, inaugurata la nuova Casa della comunità: servizi più vicini ai cittadini della Tuscia
31/03/2026
Prosegue nella Tuscia il rafforzamento della sanità territoriale con l’apertura della nuova Casa della comunità di Bolsena, secondo presidio attivato nella provincia di Viterbo dopo quello di Bagnoregio inaugurato a metà marzo. La nuova struttura, situata in via IV Novembre, rappresenta un tassello importante del percorso di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria locale, pensato per avvicinare i servizi ai cittadini e rendere più semplice l’accesso a cure, prevenzione e presa in carico.
L’inaugurazione si è svolta questa mattina alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del direttore generale della Asl di Viterbo Egisto Bianconi e del sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, insieme a operatori sanitari, rappresentanti istituzionali e cittadini. La giornata si è aperta in piazza Matteotti con il Villaggio della comunità, uno spazio dedicato all’incontro diretto tra popolazione e personale della Asl, con attività informative, servizi di prevenzione e prestazioni di base, in un’impostazione che punta a rendere la salute un tema più accessibile e condiviso.
Un investimento PNRR per un presidio rinnovato
La Casa della comunità di Bolsena nasce al termine di un intervento di riqualificazione e ristrutturazione finanziato con fondi PNRR, per un importo di circa 2 milioni e 250mila euro. L’obiettivo è stato quello di realizzare una struttura moderna, funzionale e capace di rispondere in modo integrato ai bisogni sanitari e sociosanitari della popolazione, secondo il modello indicato dal Dm 77, che individua nelle Case della comunità uno dei cardini della nuova sanità territoriale.
Il presidio servirà un’area ampia del Distretto A, comprendente i comuni di Acquapendente, Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli, Latera, Proceno e Onano, per un bacino complessivo di circa 17mila abitanti. Si tratta dunque di una struttura con una funzione strategica, destinata a diventare punto di riferimento stabile per un territorio vasto, integrato con ospedali, servizi domiciliari e rete sociale.
Servizi integrati per risposte più rapide e continue
All’interno della nuova Casa della comunità è attiva un’offerta articolata di servizi, organizzata per garantire risposte coordinate e più semplici da raggiungere. Tra le funzioni presenti figurano il Punto unico di accesso (PUA), il Centro unico di prenotazione (CUP), i servizi di assistenza di prossimità, le cure primarie, gli ambulatori specialistici, l’ambulatorio infermieristico, la diagnostica di base, il punto prelievi, l’area dedicata all’Assistenza domiciliare integrata (ADI) e alle Unità di cura assistenziale (UCA), oltre al programma di screening del colon retto.
La logica è quella di concentrare in un unico presidio territoriale più funzioni sanitarie e sociosanitarie, riducendo frammentazione e passaggi inutili per i cittadini. In territori dove le distanze possono ancora incidere sull’accesso ai servizi, la possibilità di trovare in una stessa sede prestazioni diverse assume un valore concreto, soprattutto per anziani, fragili e persone con patologie croniche.
Dalla prestazione singola alla presa in carico
Il modello della Casa della comunità segna un cambiamento che va oltre l’apertura di un nuovo edificio. L’idea è superare una sanità costruita soltanto sulla singola prestazione, per orientarsi verso una presa in carico continuativa, multidisciplinare e più attenta all’evoluzione dei bisogni della persona. Questo significa accompagnare il cittadino lungo l’intero percorso di salute, con un’organizzazione che prova a intercettare le fragilità prima che si aggravino e a mettere in relazione in modo più stretto professionisti sanitari, servizi sociali ed enti locali.
In questo quadro assume un ruolo centrale la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, indicata come uno degli elementi più innovativi del nuovo assetto. L’Ifec non interviene soltanto quando emerge un problema, ma svolge una funzione di monitoraggio, orientamento e continuità assistenziale, diventando un punto di riferimento stabile per il cittadino, per la sua famiglia e per la rete territoriale. È una figura che incarna bene il senso della riforma: una sanità più vicina, più presente e meno legata esclusivamente all’ospedale.
Con l’apertura della Casa della comunità di Bolsena, la Regione Lazio prosegue dunque il percorso di rafforzamento della sanità di prossimità nella provincia di Viterbo. Dopo Bagnoregio, anche questo presidio si candida a diventare un nodo importante di un sistema più accessibile, integrato e orientato alla prevenzione, in cui la qualità della risposta sanitaria dipende sempre di più dalla capacità di stare nei territori e di lavorare insieme alle comunità locali.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.