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ASL Roma 2 completa la rete delle Case della Comunità: inaugurate Fonte Ostiense-Laurentino, Bonifacio e Torrenova

13/04/2026

ASL Roma 2 completa la rete delle Case della Comunità: inaugurate Fonte Ostiense-Laurentino, Bonifacio e Torrenova

Con l’attivazione delle nuove strutture di Fonte Ostiense-Laurentino, Bonifacio e Torrenova, la ASL Roma 2 diventa la prima azienda sanitaria del Lazio a rendere operative tutte le 22 Case della Comunità previste sul territorio, insieme ai due Ospedali di Comunità, nel rispetto della tempistica indicata dal PNRR. Un risultato che segna un passaggio importante nel processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, perché traduce in strutture concrete un modello sanitario pensato per avvicinare i servizi ai cittadini e rafforzare la continuità delle cure.

L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e del direttore generale della ASL Roma 2 Francesco Amato. Alla cerimonia per la Casa della Comunità di Fonte Ostiense-Laurentino si è affiancato, in collegamento video, il taglio del nastro virtuale delle sedi di Bonifacio e Torrenova. L’operazione completa così un tassello rilevante della nuova sanità territoriale regionale, fondata su presidi di prossimità capaci di integrare prevenzione, assistenza, presa in carico e riabilitazione.

Tre nuove strutture per rafforzare la sanità di prossimità

La Casa della Comunità Fonte Ostiense-Laurentino, in via Giuseppe Marotta 5, è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7.45 alle 19 e il sabato dalle 8 alle 13.30. Al suo interno è presente anche il servizio di Continuità assistenziale, operativo nelle ore notturne, sia nei giorni feriali sia nei festivi, dalle 20 alle 8 del mattino. Per la ristrutturazione sono stati impiegati 1.647.457 euro di fondi PNRR e 439.835 euro provenienti da altre fonti, con lavori su circa 807 metri quadrati di una struttura che nel complesso ne misura 2.062.

La sede di Bonifacio, in via Francesco Paolo Bonifacio, osserva gli stessi orari di apertura settimanale e rappresenta anche un esempio significativo di recupero urbano. Sorge infatti in un immobile che fino al 2015 ospitava l’asilo nido “Bimbilandia”, poi rimasto per anni in condizioni di forte degrado, tra allagamenti, incendi e atti vandalici. L’intervento di riqualificazione ha restituito una funzione pubblica a uno spazio abbandonato, con un investimento di 1.901.464 euro di fondi PNRR e 913.645 euro aggiuntivi, tra Fondo Opere Indifferibili e risorse regionali. I lavori hanno riguardato circa 910 metri quadrati su una superficie complessiva di 1.400.

La terza struttura, Torrenova, in via della Tenuta di Torrenova 138, è aperta al pubblico dalle 7.45 alle 19.30. In questo caso la ristrutturazione è stata sostenuta con 1.302.818 euro di fondi PNRR e 360.872 euro da altre fonti, interessando circa 805 metri quadrati su un totale di 4.340. Anche qui l’obiettivo è quello di offrire un presidio facilmente accessibile, in grado di intercettare bisogni sanitari diversi all’interno di una rete territoriale più estesa e coordinata.

Il modello delle Case della Comunità tra assistenza, prevenzione e presenza pubblica

Le tre strutture appena attivate si inseriscono nella più ampia rete delle Case della Comunità che la Regione Lazio sta progressivamente rendendo operative sul territorio. La loro funzione è chiara: integrare prevenzione, cura e riabilitazione in un sistema capillare, capace di ridurre la distanza tra cittadino e servizio sanitario. Non si tratta soltanto di nuovi contenitori, ma di luoghi destinati a ridefinire il rapporto con la sanità pubblica, soprattutto nelle aree dove la fragilità sociale o territoriale rende più difficile l’accesso alle cure.

La logica di fondo è quella di una medicina di prossimità che non si esaurisce nella risposta al bisogno immediato, ma punta a una presa in carico più continua, coordinata e leggibile. In questo senso, il completamento della rete della ASL Roma 2 assume un significato che va oltre il rispetto delle scadenze del PNRR: rappresenta la concretizzazione di un modello organizzativo che mira a rafforzare la presenza pubblica, a distribuire meglio i servizi e a costruire un’assistenza più vicina alle persone.

Il risultato ottenuto dalla ASL Roma 2 offre quindi anche una misura della direzione intrapresa dalla Regione Lazio sul fronte della sanità territoriale. La sfida, ora, sarà fare in modo che queste strutture diventino pienamente riconoscibili dai cittadini come punti di accesso stabili, efficienti e realmente utili nella gestione della salute quotidiana, non soltanto come simboli di una riforma, ma come strumenti concreti di cura e prossimità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to